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Per due anni ha vissuto nei panni di un’anziana: il foto-progetto di Kyoto Hamada

Kikuchiyo-san ha i capelli ingrigiti dal tempo, la schiena ricurva dal peso degli anni e le rughe sul volto. Vive a New York e, come la maggior parte delle persone anziane, è sola. Ma ha una cosa che la rende diversa: Kikuchiyo-san non esiste.

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Sotto la pelle di questa anziana signora dall’esistenza delicata e fragile si cela la quarantenne Kyoko Hamada, fotografa giapponese di base nella Grande Mela.

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Per il progetto fotografico “I Used To Be You”, Kyoto Hamada si è trasformata nel suo alter ego invecchiando di una trentina di anni. Ha usato una parrucca grigia, makeup di lattice, imbottiture di stoffa per creare la pancia e la piccola gobba, e vestiti vintage acquistati nei mercatini dell’usato.

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Un travestimento durato due anni con l’obiettivo di capire, dal profondo, cosa significa invecchiare e intraprendere una riflessione sulla morte imparando ad apprezzare, giorno dopo giorno, quello che la vita ha da offrire. “Non so quando sia iniziato il mio interesse per la vecchiaia, ma mi vengono in mente più ragioni, dalla scomparsa precoce di mio padre al primo capello bianco, ma anche il paesaggio mutevole del quartiere dove vivo e il tragico terremoto in Giappone”, scrive la fotografa sulla pagina di KickStarter dove ha condiviso il suo progetto nella speranza di raccogliere i fondi necessari per trasformare i 99 scatti in un libro fotografico.

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“L’invecchiamento è un’esperienza universale. Un fatto naturale che non possiamo negare o nascondere. Sarebbe incredibile se sul letto di morte potessimo pensare di aver vissuto una bella vita”. Con rispetto, curiosità e un pizzico di umorismo Kyoko Hamada ha lasciato l’obiettivo per diventare il soggetto dei suoi scatti, un’idea che l’ha portata a vincere il premio del Lens Culture International Exposure Awards, ma anche a confrontarsi, con tenera familiarità, con quella che sarà la sua immagine e la sua vita tra qualche decennio.


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fotografia
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